Intervista a Alberto Raffaelli – Segnalazioni Letterarie

Ilaria Solazzo, giornalista, pubblicista e blogger, ha intervistato oggi, per noi di Star3000 lo scrittore Alberto Raffaelli, amministratore del gruppo Segnalazioni letterarie

1) Quando hai dato vita a “Segnalazioni letterarie”?
Nel dicembre 2018, conclusa una lunga fase di attività scientifica concretizzatasi in svariate pubblicazioni di ambito accademico – di cui punta di diamante è da considerare il saggio La comparseria. Luigi Pirandello accademico d’Italia, uscito nel marzo di quell’anno per l’editore Cesati di Firenze e poi premiato in più sedi, decisi di cambiare rotta e accettare un invito degli amici Riccardo Evangelista e Luigi Milanesi, personalità molto attive nel sociale del Terzo Municipio di Roma (zona nord-est della capitale): loro pensavano a un bollettino di recensioni letterarie da distribuire via whatsapp (idea, ormai quasi un lustro fa, non così scontata come può apparire oggi). Accettai, e quasi subito – ispirandomi alla pagina Facebook Pirandello accademico d’Italia (https://www.facebook.com/pirandello.accademico), che avevo aperto per pubblicizzare il mio libro facendo brevi dirette in cui ne illustravo i vari capitoli – pensammo di aprire anche un gruppo sul social che era e rimane il più frequentato al mondo. Il resto lo hanno fatto il nostro duro lavoro e le congiunture legate al Covid, in sé drammatiche ma che hanno accelerato le dinamiche di digitalizzazione del pubblico, facendo diventare i social in tempi brevi un punto di riferimento anche nel mondo librario e letterario. Ora siamo una “cittadella” di 17.000 e passa membri.

2) Cosa provi quando intervisti gli scrittori?
Un misto di curiosità e disponibilità: ritengo che quest’ultima sia il presupposto per un’ottica di servizio qual è quella che in fondo offriamo con Segnalazioni Letterarie. La cultura in una società come la nostra rischia di essere considerata alla stregua di “soprammobile”, esteticamente bello ma scarsamente profittevole, in un mondo dominato da motivazioni economiche. Con le interviste social non mi sento di dire che risolviamo il problema della visibilità di realtà e personaggi spesso non supportati da grandi macchine promozionali (siamo nati con gli scrittori emergenti ed intendiamo continuare a dedicargli spazio), ma indubbiamente credo che contribuiamo a innestare dinamiche nuove, impensabili fino a non molti anni fa: a costo praticamente zero si possono avere platee non insignificanti. Sul piano più strettamente personale, poi, sono attratto dalle vicende e dalle idee dei miei interlocutori.

3) Qual è l’intervista che ti ha maggiormente entusiasmato e perché?
Domanda difficile e crudele… Ne ho all’attivo ormai qualche centinaia (abbiamo iniziato – con le interviste intendo – nel novembre 2020), e ne seguo sempre gli insight. A costo di apparire un po’ retorico, ti dico che tutti gli incontri sono importanti. In questi anni sto conoscendo persone interessantissime, sia sul piano personale e artistico sia su quello imprenditoriale. Mai come oggi occorre essere appassionati lettori e abili professionisti, per far emergere un libro: una professionista che unisce entrambe queste qualità è Michela Tanfoglio di Editreal, che ci onora di attenzioni e dirette le quali hanno costituito senz’altro una punta di diamante nel palinsesto di Segnalazioni Letterarie fino a ora; lo stesso dicasi per Giulio Pisano e Katia Tenti, ma mi fermo qui perché farei troppi torti stilando un elenco. Tuttavia, voglio citare ancora almeno la diretta della scorsa primavera con Vera Gheno, donna e studiosa dinamica e performativa: senz’altro un prototipo e un esempio per la comunicazione letteraria social dei nostri tempi (come pure Giulia Ciarapica, che pure abbiamo avuto più di recente: insomma come vedi dei nomi li sto facendo, ed è meglio che smetta sennò divento ancora più antipatico agli occhi dei molti esclusi).

4) Qual è a tuo avviso la chiave vincente per imporsi nel mondo dell’editoria italiana?
Ormai ne ho sentite tante sul gruppo circa quest’argomento. Bisogna essere accattivanti, brillanti, attuali, avere senso del tempo e del ritmo (sia in senso scrittorio sia – per quanto riguarda l’immagine sul web – social). Non bisogna però cadere nell’errore di cercare la novità a tutti i costi impersonando fantomatici avanguardismi; la voglia di “romanticismo” e “tradizione” permane anche nelle generazioni z e simili che su Facebook, Instagram, Tik Tok ci sono cresciute, ma che proprio per questo – nelle loro creazioni – cercano riferimenti e centri di gravità permanenti, che controbilancino i meccanismi e gli andazzi (perché spesso ci sono anche questi, e predominanti) della società tecno-liquida.

5) Se tu fossi un libro saresti…?
Don Chisciotte, Delitto e castigo, La montagna incantata, I sotterranei del Vaticano, Il nome della rosa… Forse – come tutti gli idealisti di questo mondo – mi identifico maggiormente nel personaggio protagonista del primo libro dell’elenco; ma anche gli altri titoli – ovviamente tra i miei libri preferiti – contribuiscono a quello che sono, perché la lettura è essere e sostanza, nel senso che dopo un po’ ti forgia. E anche l’amministrazione di un gruppo quale Segnalazioni Letterarie può contribuire a questa “metamorfosi” continua.

6) Descriviti usando 5 aggettivi.
Sensibile, attento, curioso, ma anche razionale e ordinatore (pokerissimo di definizioni apparentemente contradditorio, ma la psiche e l’anima non sono equazioni algebriche né facilmente algoritmicizzabili…)

7) Quali i tuoi progetti futuri?
Limitandomi alla sfera social, spero di continuare a ingrandire Segnalazioni Letterarie contribuendo a sfruttare il trend di queste piccole galassie in lenta ma continua espansione che sono i gruppi social: oltretutto, a chi mi dice che dopo il lockdown i social – e in special modo le dirette – sono in crisi rispondo che siamo solo all’inizio di una nuova epoca i cui contorni futuri sono difficilmente ipotizzabili. In altre parole, non sappiamo cosa potremo fare con i social tra 5-10-20 anni; mia impressione è che diventeranno parte sempre più integrante della nostra vita quotidiana, non solo nella sfera per così dire ricreativa, ma anche in quelle strutturale e per così dire istituzionale: c’è già chi lo fa, ma (ed è solo un esempio, per quanto rilevante) i ragazzini di oggi con Tik Tok tra un po’ cercheranno lavoro, manderanno curricula, espanderanno in maniera sistematica le proprie attività lavorative e i loro interessi… Oggi tutto questo è ancora appena allo stato iniziale (ma per quanto riguarda l’espansione degli interessi, se ci pensiamo, Segnalazioni Letterarie – come tanti altri gruppi – già opera in questo senso). Per darti poi una risposta su quanto contiamo di fare nell’immediato, cercheremo di attuare una politica sempre più collaborativa e multisocial, mirando ad adoperare il crossposting, le dirette contemporanee su Facebook e Instagram, eccetera.

8) Se tu potessi fare un regalo all’umanità per cosa opteresti?
Pace, serenità e buoni libri…

 

Star3000