L’ARTE NELL’ERA DEL COVID-19

Ormai da marzo stiamo vivendo il periodo storico più difficile degli ultimi decenni e sono mesi che ognuno di noi si sveglia con la speranza di poterne uscire presto, ovviamente parlo delle conseguenze della pandemia da covid-19.

Questo problema globale ha portato e sta portando sempre di più all’esasperazione di ogni settore lavorativo che esso sia dal mondo imprenditoriale al grande o il piccolo esercizio commerciale compreso ovviamente quello artistico.Mi rammarica molto parlando personalmente di ciò che mi compete appunto l’Arte che l’Italia stessa si dimentichi spesso le sue radici. Siamo un popolo conosciuto al mondo per i nostri grandi artisti, pittori, scultori, scrittori di fama internazionale la cui traccia è indelebile in ogni parte del mondo.Per quanto riguarda la mia esperienza ho sempre trovato nell’arte, nei miei ritratti, il tempo e lo spazio per distaccarmi dalla realtà ed entrare come in una dimensione parallela dove niente e nessuno poteva farmi del male. Questo non è cambiato, ma è cambiata in me, come in altri artisti, la concentrazione giusta, il pathos e l’estro che pian piano si sono sostituiti con la paura di non arrivare a fine mese o di non essere calcolati e distratti da questa nuova “normalità”a cui neanche il più grande regista surrealista avrebbe mai pensato.All’inizio mi sembrava curioso e anche confortante il fatto che molti amici, di tutt’altro settore in mancanza di lavoro, nell’aspettare la ripresa, si fossero dati alla pittura buttando su tela tutto ciò che gli passasse per la testa, ma in un secondo momento, c’è chi dell’arte si è preso gioco deturpandola e prendendo la anche in giro.Abbiamo assistito allo sfregio di molte statue in giro per il mondo che rappresentavano simboli per alcune menti perverse scomodi e non adatti alle ideologie odierne fino alla riproduzione di quadri storici revisionati alla situazione attuale.

Ho trovato di cattivo gusto personalmente riprodurre personaggi come “La Gioconda” di Leonardo, “il il bacio” di hayez, Marilyn Monroe o ritratti di altri grandi personaggi coperti di mascherine  e igienizzanti.  Un esempio di orrore è prendere in giro l’immensa e immortale Frida Kahlo per via delle sue folte sopracciglia per far riferimento alla chiusura delle estetiste durante il lockdown da CoronaVirus. Questa non è ironia spicciola, ma a mio modo di vedere le cose, in maniera poco rispettosa e soprattutto ciò che c’è stato consegnato con amore dalla storia deve rimanere tale e ad ogni epoca lasciare intatto il valore unico ed irripetibile.